Spesso si aspetta sempre le stesse voci, le cuale sono su tutte le fronti per sostenere la loro causa, cioè promuovere e difendere i giochi on-line ma sappiamo che i contri, persone fisiche e morali, esistono anche.

Il progetto di legge sulla fine dei monopoli della FDJ e del PMU e l’apertura dei giochi on-line non piace a tutti. Naturalmente, fa digrignare i denti, provoca unalzata di scudi che vengono di parecchie entità che non esitano a salire per denunciare con veemenza i pericoli dell’accesso ai casinò e sale di poker on-line. Tra esse, la Fondazione Terra Nova che pensa che ciò implicherebbe una più grande dipendenza dei giocatori. Appoggia la sua tesi prendendo l’esempio dal Oltre Reno che vietava questa liberalizzazione.

Il partito Socialista non è in resto affermando che i giochi provocano dei gravi problemi sociali e propone il ritiro del progetto o per lo meno la sua sospensione aspettando una più grande armonizzazione con gli altri paesi europei. Non è tutto, la Corte di Giustizia Europea si impiccia di questa rissa generale e mette della buona volontà per denunciare i danni dei giochi, che le pubblicità siano moderate dagli operatori, che Bruxelles non interviene sul rilascio delle autorizzazioni ecc. Quanto agli intellettuali, sostengono la tesi secondo la quale questa legge spinge soltanto i ceti sociali più sfavoriti verso l’indebitamento. Saranno le prime vittime. A dispetto delle proteste, sembrerebbe che il processo non sia rimesso in discussione, che questa legge sarà votata prima del mondiale sud africano.